MY BUTTERFLY
O piccola farfalla,
egoisticamente ti imploro:
” Insegnami a non amarti più,
ad accettare la tua natura libera,
perché tu, dolce creatura,
sei stata concepita
per non conoscere costrizioni.”
“Dimmi come non pensare mai più
alle tue candide ali e alla purezza con cui,
poco tempo fa, ti posavi sui più bei fiori
che i meandri oscuri del mio cuore
sapevano offrirti.” Dolce farfalla, a te,
che incarni il desiderio estremo della libertà umana,
a te, che rappresenti l’assenza dei confini e l’essenza dell’amore, a te domando
“Esiste modo per amare qualcosa che sfugge alla mente
e ad ogni idea di concretezza, di realtà o di possibile?
Come posso amarti…e come potrei non amarti?”
Tu sei come il vento che può inumidire o inaridire la terra,
come il cambiamento che induce la propria metamorfosi,
come la profonda ferita di un non amato,
come puro Spirito che aleggia sulle acque
delle emozioni più autentiche. Ma chi sei, my butterfly? Amore, amore mio, insegnami, ti prego,
a forgiare spazi nuovi,
o una nuova dimensione in cui si possa amare una farfalla che,
come te, può anche volar via… Nel mio essere riconosco sia il caldo buono che il desiderio di concretezza,
il bisogno di certezza, di un punto fermo
che non so chiedere ad una creatura alata e
straordinaria come te. Posso amarti dunque, butterfly?
La libertà, è vero, non conosce limiti
se non quelli che la libertà altrui impone.
Ma a volte il silenzio dimostra come
ognuno di noi sia libero non solo
nella misura in cui gli altri gli permettano di esserlo,
ma anche e soprattutto nella misura in cui
egli stesso si proponga di esserlo
stabilendo i limiti entro i quali soddisfare
i propri desideri. Per questo ti dico, o farfalla,
quando ti sentirai nuovamente sola,
torna da me: Io saprò regalarti la libertà nelle scelte,
la costanza nei sentimenti,
la tenacia e la perseveranza nelle difficoltà,
l’ amore e il sostegno di chi ha sofferto per amore.
Per questo, o farfalla,
quando sarai stanca,
posati sul mio cuore! Non mentirò,
non ti strapperò le ali,
non ti impedirò di volare via quando lo vorrai,
ma allora…
non chiedermi di non soffrire. Io ci sarò sempre, e con me,
sarai libera, libera come una farfalla libera.
Libera come Pensiero senza età.
Estate 2003
UN FUOCO ACCESO
Un fuoco ancora acceso
Pirata di fumo
Un’eco notturna di pianto.
Ombre di rami scossi dal vento.
La nebbia che sale piano dalla terra fumante.
Mendicante d’amore spreco il mio tempo
in parole morte che fanno male.
E mi sveglio con niente di vero,
tra il respiro dei tuoi sensi,
tra un sottile mal di testa,
la mano nei tuoi capelli e la lancetta che segna l’ora.
Ti lascio alle mie spalle tra i lampioni,
nella grigia strada ed il gelo della tua città.
ODIO I TUOI OCCHIOdio i tuoi occhi
Che mi sfidano in silenzio.
Odio il tuo respiro
Che ha la forza della vita.
Odio la tua voce
Che mi chiama e mi respinge.
Odio me stessa e ancor di più
odio quest’amore.
VIBRA NELL’ARIA
Vibra nell’aria un suono d’amore,
docile il vento accarezza i sorrisi
di chi sta nell’ombra furtiva,
alle spalle del protagonista.
E questo silenzio che grida mi getta in un groviglio
di vorticose correnti.
Il grave fardello di vita
mi schiaccia contro i muri,
contro le auto in sosta,
contro crateri che vomitano sangue.
Non ho paura, solo tristezza, una tristezza che sale piano.
E ti cerco, come l’ultima spiaggia, dopo mari in burrasca,
dopo le corse contro il tempo e la morte.
Ti ho rincorso ed ho aspettato
Come il polline d’amore
Che tanto hai cercato.
Ed è così brutto e sleale il tempo
Mi distruggerà implacabile
E dell’eternità di un attimo
Mi rimarrà ben poco,
forse solo il dolce e l’amaro
perché di questo mio amore per te, solitario, doloroso, esaltante.
Riesco solo ad ascoltare questa pioggia
che scende lenta sui campi fradici.
Vorrei sentire il tuo amore vicino, e coricarmi, la sera,
nel favoloso mondo di sogni che non conoscono tempo
ma solo il mio coraggioso risveglio.